Apologia del Recruiter

Apologia del Recruiter

  • Data:
  • News

Sempre più spesso vengono pubblicati su Linkedin post che sminuiscono il lavoro di chi si occupa di ricerca e selezione del personale. I recruiter sono accusati di scarsa professionalità, mancanza di rispetto, incapacità e altre simpatiche amenità.

Come per ogni categoria professionale non si può generalizzare: ci sono professionisti validi, altri meno, altri ancora assolutamente da evitare.

Vorrei concentrarmi quindi su qual è il valore aggiunto che questa bistrattata categoria porta al difficile e tortuoso processo di scelta di una nuova risorsa da inserire in organico. Scegliere significa necessariamente escludere e chi viene escluso non è mai felice di ciò. Tuttavia l’abbinamento azienda-risorsa significa non solo trovare il candidato giusto ma anche l’azienda giusta. La responsabilità quindi è duplice: inserire in un contesto un candidato non idoneo causa un danno materiale all’impresa ma anche danni emotivi e personali alla risorsa.

Quali sono i fattori discriminanti? L’esperienza? La competenza? Le capacità?

Di sicuro sono tutti fattori importanti da valutare con attenzione per comprendere l’aderenza della persona al ruolo. Ma sicuramente questo non basta. Occorre valutare il carattere, la capacità di adattamento all’ambiente e ai valori dell’organizzazione. Soprattutto però, è fondamentale valutare la motivazione al cambiamento e a ricoprire quel ruolo in quel contesto. Qui si dimostra la competenza di chi fa selezione.

La professionalità di chi fa selezione è molto complessa e richiede uno studio e un aggiornamento continuo per poter continuare a captare i segnali che i candidati inviano e a leggere una realtà in continuo e costante cambiamento. 

 

Silvia Bertolotti, General Manager

 

Ti indirizziamo alla nostra pagina Linkedin per commenti e condivisioni. RESTA AGGIORNATO!